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C'è un solo modo per mettersi a dieta, non fare la dieta. Provaci!

Dieta

Questo articolo è nato da un intervista alla dott.ssa Mazzolari del 2016, in cui veniva affrontato il tema della dieta in relazione al corretto approccio mentale da mantenere. L'articolo viene qui riproposto con aggiornamenti e consigli in pillole, sarà di sicura utilità a tutti colori che hanno provato o vogliono intraprendere una dieta e a tutti coloro che con il cibo spesso "ci litigano".

Vi siete mai chiesti cosa ci spinge a mangiare troppo?

La fame, la noia, le emozioni, la solitudine, lo stress? La voglia, la gola per un determinato cibo in condizioni normali si placa dopo averlo consumato; un gelato o un pezzo di cioccolato è sicuramente goloso, è buono, appaga i sensi, un eccesso dello stesso alimento o di più alimenti è però fonte di problematiche che nascono da una voglia irrefrenabile di mangiare. Un comportamento che prima di tutto nasce nella nostra testa.

Il segreto di un corpo snello non è racchiuso solo nel calcolo delle calorie, ma è il risultato di una consapevolezza fisica ed emotiva che è importante realizzare. Conoscere se stessi è di fondamentale importanza per essere in equilibrio sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Psiche e fisico sono strettamente correlati e il loro equilibrio determina il benessere generale della persona; non esiste infatti benessere mentale senza la consapevolezza del proprio corpo.

Molto spesso si esagera con il cibo perchè non si riconosce quello che si è realmente e la nostra psiche è costantemente in lotta con la nostra esteriorità. Controllarlo, saperne dominare i movimenti, essere consapevoli della propria postura, rappresentano elementi essenziali per la definire la persona in toto e sono elementi fondamentali per sviluppare un percorso che conduca alla salute e al benessere.

Nella persona infatti, non esistono separazioni e il corpo non è il "vestito" di ogni individuo, ma il suo modo globale di essere nel mondo e di agire nella società. Quando una persona si mette a dieta con lo scopo di perdere peso, spesso sottovaluta le componenti psicologiche e sopravvaluta la sua forza di volontà. Quello di cui spesso non si tiene conto è che una dieta bilanciata e corretta, non può essere una dieta lampo, concentrata in un breve periodo e con molte limitazioni (addirittura di interi gruppi alimentari). Non può essere nemmeno una lotta contro se stessi e la propria convinzione di riuscirci, perché anche allora diventa una gara contro il tempo che può, sul lungo periodo, logorare e rendere il dimagrimento una missione, l’unico obiettivo della propria vita. Se così fosse, dimagrire sarebbe difficilissimo, poiché nella nostra vita c’è molto altro: ci siamo noi con le nostre emozioni e i nostri pensieri.

Come ben sappiamo, quando siamo a dieta, cambia il nostro rapporto con il cibo: cioccolata, patatine, gelato e pizza, non sono più alimenti, ma il “nemico da combattere” e, contemporaneamente, anche quello che più desideriamo mangiare. Così accade che iniziamo a pensare al cibo continuamente e in questo non c’è nulla di salutare, soprattutto se dobbiamo mangiare “meno e meglio”. Il pensiero della privazione è sempre presente e ci porta a provare un desiderio irrefrenabile nei confronti del cibo del quale ci siamo privati che ci porta poi ad abbuffarcene non appena ne abbiamo la possibilità.

C'è un solo modo per mettersi a dieta, non fare la dieta!

Ciò non significa che l'importanza del professionista che in una prima fase ci consiglia deve venire meno, anzi. Significa che è necessario dare importanza prima di tutto al nostro approccio mentale e poter contare su un sostegno solido in questo ambito. L’idea che deve muovere una persona ad intraprendere un regime alimentare corretto è quella di accostarsi ad uno stile di vita sano visto non come una parentesi, ma come una scelta di benessere che ha un inizio e non una fine perché il significato è prendersi cura di se stessi e questo dovrebbe durare tutta la vita. In questo modo si comprende che si possono fare dei piccoli strappi alla regola senza la paura di riprendere subito peso. Se si imparano le buone regole, non si teme l'aumento di peso "post sgarro". Si comprende che quel momento è una parentesi e non subentra la frustrazione che porta a sua volta a un "secondo momento riparatore mangereccio". Il cibo non deve divenire l'amico fedele dei nostri momenti tristi ma un alleato che ci aiuta a trovare un benessere duraturo. 

La dieta non deve essere una "cura" momentanea con una fine programmata come si potrebbe curare un disturbo, un progetto che un giorno finirà raggiunto l'obiettivo. Per quanta forza di volontà ci si possa mettere con questo spirito la nostra mente è autorizzata a pensare, seppur inconsciamente, che raggiunto il traguardo potrà finalmente distrarsi e tornare a comportarsi come prima o peggio di prima. Se ci abituiamo a uno stile quotidiano corretto, senza inutili sforzi eccessivi iniziali e senza darci un termine le probabili d'intraprendere un percorso solido, efficace e duraturo saranno di gran lunga maggiori.

Spesso si pensa inoltre che seguire un regime alimentare sano, sia inconciliabile con i tempi e modi del vivere moderno, con le abitudini sociali, con lo stress che è sempre pronto a prendere il sopravvento e con i piaceri dello stare insieme mangiando con parenti o amici....questa è una trappola e bisogna liberarsi da questi pensieri... se abbiamo paura di uscire in compagnia perchè temiamo il giudizio altrui...stiamo cadendo in un'altra trappola e stiamo solo perdendo tempo....non ci stiamo occupando di noi stessì ma dell'apparenza e del benessere degli altri (che magari criticano per invidia o per frustrazione)...e soprattutto in questo ultimo caso bisognerebbe chiedersi se davvero queste persone vogliano il nostro bene...













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