Depressione: sarà diagnosticata con un esame del sangue - Benessere mag

Depressione: sarà diagnosticata con un esame del sangue

Depressione: sarà diagnosticata con un esame del sangue

Depressione e disturbo da stress post-traumatico, sono disturbi psichiatrici complessi e debilitanti che si traducono in una qualità della vita altamente insoddisfacente e in comportamenti distruttivi contro se stessi e gli altri.

Attualmente, la diagnosi si basa su determinazioni soggettive piuttosto che oggettive e possono portare a volte, a diagnosi errate e di conseguenza a trattamenti inefficaci. Trattasi di questionari, test psicologici come quelli di personalità oppure proiettivi, rivolti al paziente nonché alla ricerca di sintomi caratteristici da parte dell’esaminatore (psicologo, psichiatra, psicoterapeuta).

I progressi scientifici rivolti ai nuovi metodi neurobiologici, hanno permesso di valutare recentemente alcuni biomarcatori, utili per diagnosticare la depressione e il DPTS; un nuovo mezzo quindi di fare diagnosi e trattare adeguatamente i pazienti che sarà disponibile con tutta probabilità tra alcuni anni.

La scoperta di biomarcatori nel sangue rappresenta uno strumento fondamentale per prevedere, diagnosticare e monitorare l’efficacia del trattamento nella depressione e nel DPTS. 

Il lavoro è stato pubblicato da due ricercatori, Dario Aspesi e Graziano Pinna della University of Illinois at Chicago, su EXPERT REVIEWS OF PROTEOMICS, che commentano così la loro scoperta:

Viene discusso il ruolo potenziale della biosintesi dei neurosteroidi alterati, del sistema endocannabinoide e della loro funzione di biomarker per i disturbi dell’umore. Pertanto, proponiamo l’identificazione di un asse di biomarker per identificare e discriminare univocamente disordini con una grande comorbilità e sintomi che si sovrappongono, in modo da fornire una base di supporto per lo sviluppo di trattamenti mirati. Valutiamo anche la fattibilità di un futuro esame del sangue per la diagnosi precoce. I potenziali biomarcatori sono già stati valutati nel sangue dei pazienti e devono essere ulteriormente convalidati attraverso una stratificazione multisociale di studi clinici. Un’altra sfida consiste nel valutare la relazione tra diversi biomarcatori interdipendenti per formare un asse che identifica un disturbo specifico e ne assicura quindi il trattamento migliore. Il futuro dei test basati sul sangue per PTSD e depressione non è solo all’orizzonte ma, forse, già dietro l’angolo.

 

Mirko Toller

Laureato in scienze e tecniche psicologiche, mi occupo di divulgazione scientifica e comunicazione.
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