Apnee notturne. Di cosa si tratta e cosa fare? - Benessere mag

Apnee notturne. Di cosa si tratta e cosa fare?

Apnee notturne. Di cosa si tratta e cosa fare?

La sindrome delle apnee notturne, che in realtà si dovrebbe parlare di apnee ostruttive del sonno è uno dei disturbi più diffusi al mondo che riguardano il sonno: ecco di cosa si tratta.

Oltre 6 milioni di italiani, anche senza saperlo, soffrono di apnee ostruttive del sonno, conosciute anche con l’acronimo inglese OSAS, che sta per Obstructive Sleep Apnea Syndrome. In cosa consistono esattamente queste apnee che disturbano il “buon dormire”?

Sono delle diminuzioni o interruzioni dell’apporto di ossigeno al cervello a causa di una parziale o totale ostruzione delle vie aeree superiori mentre si dorme. Aumentano con l’avanzare dell’età e sono più frequenti nella popolazione maschile. Questo problema presenta alcuni rischi e conseguenze più o meno gravi, spesso sottovalutati perché non conosciuti: da emicranie, cefalee e improvvisi colpi di sonno il giorno successivo, dovuti a un cattivo riposo notturno, così come anche un diffuso senso di malessere e di ipertensione con riduzione della capacità di concentrazione e mnemonica, fino a patologie ben più importanti come quelle vascolari, gli ictus, le ischemie e le aritmie cardiache.

Un paziente è affetto da OSAS se si verificano più di 5 apnee in un’ora. La patologia presenta molteplici stadi, da una limitazione parziale della respirazione (RERA) passando per l’ipopnea, fino a una vera e propria apnea, che può durare da un minimo di dieci secondi fino anche ai tre minuti. In molti casi ci sono dei fattori che predispongono l’insorgere della patologia: dall’essere sovrappeso all’abuso di alcolici prima di dormire, dal consumo di sigarette all’utilizzo di sonniferi, fino all’ostruzione di naso, gola e bocca per raffreddori, allergie o altre malattie alle vie aeree superiori.

In caso di OSAS è sempre opportuno rivolgersi a un medico per ricorrere alla corretta terapia ed evitare che questa patologia degeneri in altre più gravi: spesso può bastare un semplice miglioramento dello stile di vita attraverso il raggiungimento del peso forma ideale e una corretta alimentazione, un’adeguata attività fisica, la riduzione del consumo di alcolici e l’eliminazione delle sigarette. Viene inoltre consigliato di dormire sdraiati sul fianco. Se il problema persiste, possono essere intrapresi trattamenti farmacologici, come l’utilizzo del CPAP (una speciale maschera che facilita il passaggio dell’aria nel naso e nella bocca) o la chirurgia vera e propria, attraverso l’asportazione delle tonsille o la correzione del setto nasale deviato.

 

Mirko Toller

Laureato in scienze e tecniche psicologiche, mi occupo di divulgazione scientifica e comunicazione.
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