Coronavirus: cos'è la fobocrazia e perché seduce così tanto i complottisti? - Benessere mag

Coronavirus: cos’è la fobocrazia e perché seduce così tanto i complottisti?

Coronavirus: cos’è la fobocrazia e perché seduce così tanto i complottisti?

È il decennio sostenuto dalle tesi del dominio della paura. Il potere fa leva sui  timori più diffusi tra la popolazione. Dai vaccini al “ce lo nascondono”, dalle App che “ci controllano” agli interessi delle aziende farmaceutiche. I potenti, da Bill Gates a Soros, ci vogliono controllare, dominare e risucchiare qualsiasi risorsa. Il virus è colpa degli americani, diffuso dai russi, prodotto dai cinesi, sovvenzionato dagli israeliani. Della Cia, del Kgb, del Mossad, il 5G che diffonde meglio il Covid-19, un microorganismo tanto  virale quanto le bufale che lo circondano.

Perché le Fake News fanno così presa? Proviamo ad analizzare la questione.

Marzo 2020. Il Covid-19 diventa infezione pandemica.

Maggio 2020. Ci accorgiamo del dominio della paura e arriva nel nostro lessico la parola fobocrazia, composta da due parole di antichissimo uso, di cui una è legata a tesi complottiste.

Andiamo  per gradi:crazia” è un  elemento che forma parole composte tutte derivate dal greco come aristocrazia, democrazia, teocrazia o formate modernamente come burocrazia, plutocrazia, tecnocrazia, ecc., che significa in genere «potere, dominio, esercizio del potere».

Quando le teorie del complotto prendono forma la pandemia di Coronavirus COVID-19 si trasforma in fobocrazia:  la paura che prende il potere. E il virus allora non è più frutto di “spillover“: un salto da un specie all’altra, da animale all’uomo. Il virus diventa per alcuni complottisti (e i sovranisti) un agente prodotto in un laboratorio. Per altri viene potenziato dal nuovo 5G. Il vaccino è una “trovata” di Bill Gates che dona milioni per la profilassi ma che  in fondo in fondo pensa di far soldi alle spese di cittadini.

Serve un termine di cui non esiste traccia nei sistemi politici del passato. Che giudichi le paure dei cittadini diffuse sui social con condivisioni compulsive. Dove la  politica lascia il posto alla polizia e la democrazia alla paura. Ecco che nasce la fobocrazia: è lei che prende il potere e annebbia la razionalità delle  menti, e getta fango  su secoli  di ingegno.  Che ignora quanto Dante faceva  dire al politropo Ulisse ai suoi compagni:  “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”.

Perché però noi non crediamo nella fobocrazia?  Nei complotti? Nel dominio della paura?

Ce lo spiega il Prof. Telmo Pievani nell’editoriale dell’università  di Padova in questo video.

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Secondo i complottisti  la fobocrazia si divide in stati federali che includono anche l’Italia, la Francia, gli Stati Uniti, l’Ecuador, la Cina, la Russia ma non escludono neppure gli stati africani e l’India.

Quindi chi ne esercita il dominio lo esercita a livello mondiale. Ecco qui la novità si potrebbe esclamare. La novità o l’inganno? Se parliamo di un dominio a livello mondiale su tutti gli uomini, questa parola appartiene alla storia dell’uomo.

Fu il Washington Post a sdoganarla: con lo scrittore Michael Chabon nel 2009 durante le elezioni presidenziali. Egli era a favore di Barack Obama. «Votare per lui è come votare contro la fobocrazia, ovvero un regno basato sulla paura». Diceva l’autore di bestseller pubblicati anche in Italia come «I misteri di Pittsburg».

Fobocrazia è un termine di uso recente e ingannevole ma in realtà il dominio della paura ha sempre accompagnato l’umanità

Certamente la paura può essere indotta ma anche la temerarietà o la spavalderia possono essere provocate. E oggi cosa vogliono indurci la paura o il coraggio dell’incoscienza? Parlo di pseudo coraggio perché il termine coraggio ha un’accezione positiva che tiene conto della paura, lotta contro essa adattandosi a vivere in maniera consona alla situazione e diversamente dalle consolidate abitudini.

Ciò che abbiamo imparato in questi mesi

Finora è stato il coraggio a governarci, poiché esso ci ha messo in guardia e salvato dalla malattia e dalla morte. È stata quindi una paura che abbiamo controllato con limitazioni alle libertà personali e scoprendo in noi differenti risorse, innumerevoli attitudini e il valore della vita.

Quando la paura può diventare fobocrazia e quindi può avere l’accezione negativa che di recente le viene attribuita? Quando subentrano l’angoscia, l’ansia e il panico, che sono forme di paura incontrollate, e che ci spingono a prendere decisioni che ci mettono in pericolo. E a credere nei complotti.

 

Coronavirus: il video di Tgr Leonardo che ha dato il via alle ipotesi strampalate dei complottisti

 

Perché vanificare tanti sacrifici affrontati finora dignitosamente?  Perché morire in una terapia intensiva senza il conforto dei congiunti? Perché non trovare altre soluzioni per le attività commerciali che rischiano il fallimento? Perché aiutare la fobocrazia dei complottisti?

È vero che al morire di Covid-19 l’alternativa potrebbe essere sostituita con  morire di fame, ma non è ragionevole preferire la morte da Coronavirus per eliminare quella che arriva con l’indigenza.
La soluzione deve essere l’aiuto reciproco che non è sentimento aulico e altruistico ma sano egoismo.

Morendo il commercio, l’industria e le libere professioni, lo Stato può dichiarare fallimento che in tal caso riguarderebbe anche l’economia dei dipendenti statali e dei pensionati.  Siamo chiamati alla collaborazione che è l’atteggiamento da opporre al complottismo che crea disordine, danno, crisi e alimenta la paura.

La collaborazione verso le norme prescritte è il solo gesto concreto e d’aiuto a favore di chi rischia di chiudere un’attività commerciale ed è alla portata di tutti. Ma i complottisti non credono nella collaborazione: ritengono di vivere  in un mondo distopico, dove sono le forze oscure a controllarci, a dominarci.

 

Per approfondire 

“Contagion” e le Fake News dei complottisti

Antonella Domenica Amato

Vivo a Catania. Mi interessano gli approfondimenti scientifici e mi occupo di divulgazione scientifica.
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