Grafici ben vestiti, ma molto poco funzionali - Benessere mag

Grafici ben vestiti, ma molto poco funzionali

Grafici ben vestiti, ma molto poco funzionali

Un amico mi ha chiesto di spiegare perché esistano tante varietà per rappresentare graficamente dei dati e quando è più conveniente un grafico tipo torta rispetto ad un altro, per esempio a barre. Non è sufficiente usare il piano cartesiano studiato a scuola?

Ebbene sì, esistono tanti modi per rappresentare dei dati: ideogrammi, istogrammi, areogrammi o diagrammi tipo torta e chi più ne ha più ne metta

Quello che è bene tenere a mente è che la realizzazione di un grafico è solo un mezzo per comunicare con un immagine quello che con dei numeri sarebbe complicato fare. Per questo motivo, spesso matematici, scienziati, statistici e non solo ricorrono ai grafici per spiegare fenomeni più o meno complessi.

GRAFICI BEN VESTITI, MA MOLTO POCO FUNZIONALI

Spesso nel web si nota un’esagerazione nell’uso che si fa del grafico a torta

È opportuno ricordare che non tutti i grafici si prestano ad ogni tipo di problematica di cui si vuole rappresentare il comportamento. Per esempio, prendiamo in considerazione il seguente areogramma o più familiarmente diagramma tipo torta.

Per capire se questo areogramma trasmette le informazioni che l’autore si aspettava di fornire, dovremmo osservarlo e farci delle domande. Prima di tutto di cosa parla? Senza leggere il titolo, potremmo dire che il diagramma rappresenta la percentuale dei diversi generi di film più visti. Dalla prima risposta nasce spontanea la seconda domanda, qual è la percentuale per genere di film? Da questo grafico non si evince. Tra l’altro questo grafico trasmette molto disagio a chi lo osserva, perché ci sono tanti spicchi colorati di ampiezze non molto diverse tra loro: ciò scoraggia sicuramente il lettore più paziente, senza che si raggiunga l’obiettivo desiderato. Che è comunicare.

Non perdiamoci d’animo e consideriamo l’uso di altri grafici. Potrebbe essere più indicato rappresentare la popolarità dei diversi generi cinematografici usando un diagramma a barre, con delle barre separate tra loro da un’ampiezza costante, perché in questo caso di tratta di mutabili. Rappresentando i dati sul diagramma a barre, dal più frequente al meno frequente ,noteremo ora che la lettura dei dati sarà molto più facile. Provateci!

 

GRAFICI BEN VESTITI, MA MOLTO POCO FUNZIONALI

Alcuni autori non si accontentano di abusare del diagramma a torta, ma spesso usano il diagramma 3D, come quello mostrato in figura.

In questo caso osserviamo che le modalità (Fotocopiatrici, Calcolo imposte, Software, Servizi, Benefit) sono ben distribuite, seguendo un ordine crescente tra esse, ed anche il numero di informazioni non è eccessivo, tanto da favorire un diagramma a barre, rispetto a quello a torta. In ogni caso, io avrei comunque preferito il diagramma a barre! Probabilmente il grafico rappresenta il confronto di spese di un’attività, dove la spesa maggiore è quella delle fotocopiatrici, scendendo verso l’acquisto di software che è la spesa minore.

La domanda che a questo punto dovrebbe sorgere è: ma per quale motivo è stato scelto di realizzare il grafico in tre dimensioni? Se noi andassimo ad osservare i dati, noteremmo un’asse x con le modalità e un’asse y con la frequenza con cui queste modalità si ripetono, ma non esisterebbe alcun asse z, che giustifichi l’uso della terza dimensione.

Ricordiamo che i grafici si usano unicamente per spiegare in modo sintetico un andamento o un comportamento, e in questa rappresentazione si è scelto di fare un grafico tre dimensionale per un puro motivo estetico, che non è l’obiettivo che bisognerebbe perseguire quando si fa un grafico.

Come ultimo esempio, vediamo la scelta di una rappresentazione dei dati usando un diagramma a ciambella piuttosto che di un diagramma a torta. Credo che, dopo quanto accennato, sia chiaro che anche in questo caso sia stata fatta una scelta puramente stilistica, che non fornisce alcune informazioni aggiuntive rispetto all’uso del diagramma a torta.

GRAFICI BEN VESTITI, MA MOLTO POCO FUNZIONALI

Cosa abbiamo imparato?

Sicuramente che i grafici vanno eseguiti non secondo un gusto estetico, ma piuttosto seguendo una logica descrittiva che aiuti il lettore a comprendere, in breve tempo, tutte le nozioni fondamentali.

Inoltre, che a volte si possono fare delle scelte più opportune, come per esempio usare un diagramma a barre invece di sfruttare un areogramma a torta, spesso più conveniente quando le diverse ampiezze di frequenza variano in modo poco sostanziale.

E.M.

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