Quando preoccuparsi per il ciclo irregolare? Come comportarsi in caso di anomalie mestruali

Quando preoccuparsi per il ciclo irregolare? Come comportarsi in caso di anomalie mestruali

Il ciclo mestruale è importante anche per valutare lo stato generale della salute di una donna. Infatti, questo potrebbe presentare delle irregolarità o portare a dolori più forti che possono essere dovuti a problemi ormonali ma anche relativi ad altre patologie. 

A volte, inoltre, queste anomalie possono essere considerate normali, ma in altre situazioni è importante indagarne le cause con il supporto di uno specialista. 

Vediamo dunque insieme quali le principali domande legate al ciclo mestruale e come comportarsi in caso di problematiche.

Quando preoccuparsi per il ciclo irregolare?

Un ciclo mestruale irregolare è definito come una variazione nella durata, nella frequenza o nel volume del flusso rispetto alla norma. Tuttavia, non tutte le irregolarità richiedono un intervento medico immediato. 

Ci sono però casi in cui è bene richiedere un approfondimento al proprio medico o ginecologo, per capire se ci sono motivi scatenanti l’anomalia. 

Il primo caso è quello in cui si vivono cicli molto brevi o molto lunghi: un ciclo normale varia tra i 21 e i 35 giorni. Se dura meno o più di questo intervallo in modo costante, potrebbe essere segnale di squilibri ormonali.

Un altro problema è l’amenorrea, quando il ciclo salta per più di tre mesi e questo non è dovuto a una gravidanza o menopausa è necessario un controllo. Lo stesso vale per flussi troppo abbondanti o dolorosi, questi potrebbero indicare patologie quali: fibromi, endometriosi oppure dei disturbi della coagulazione. 

Come si comporta il ciclo in premenopausa?

La premenopausa, che precede la menopausa, può iniziare diversi anni prima dell’interruzione definitiva del ciclo. 

Durante questa fase, molte donne sperimentano problemi come i cicli irregolari, in quanto il corpo inizia a produrre meno estrogeni e progesterone, causando flussi mestruali irregolari o assenti. O cambiamenti nel flusso, alcune donne notano flussi più abbondanti o più leggeri rispetto al solito.

Se i cambiamenti sono troppo drastici o interferiscono con la qualità della vita, una visita ginecologica può aiutare a gestire i sintomi e prevenire complicazioni come l’osteoporosi.

Quando preoccuparsi dei dolori da ciclo?

I dolori mestruali (dismenorrea) sono comuni, ma non sempre normali. Bisogna indagare la situazione nei casi in cui si provi: 

  • Dolore molto intenso: se è talmente forte da impedire le normali attività quotidiane.
  • Dolore improvviso o diverso dal solito: potrebbe indicare problemi come cisti ovariche, endometriosi o infezioni.
  • Dolori persistenti: anche al di fuori del periodo mestruale.

In tutti questi casi è bene fare analisi e visite ginecologiche che permettano di comprendere quali sono le problematiche che stanno portano a sentire dolore. 

Cosa fare in caso di ciclo abbondante?

Un ciclo mestruale è considerato abbondante quando richiede di cambiare assorbente ogni 1-2 ore o dura più di 7 giorni. In questi casi, si parla di menorragia. Se il flusso è troppo abbondante tanto da diventare difficile da gestire ci sono alcune cause che potrebbero scatenare questa situazione come:

  • Fibromi uterini.
  • Squilibri ormonali.
  • Polipi endometriali.
  • Disturbi della coagulazione.

Un ginecologo può consigliare esami diagnostici (ecografia pelvica, esami del sangue) e trattamenti dedicati. 

Perché salta il ciclo in adolescenza?

Nelle adolescenti, il ciclo irregolare o l’assenza di mestruazioni (amenorrea) è spesso legato a uno sviluppo ormonale incompleto, che è normale nei primi anni dopo il menarca. 

Lo stress emotivo o fisico, insieme a cambiamenti significativi come l’attività sportiva intensa, può influire sul ciclo. Anche il peso corporeo gioca un ruolo importante, poiché sia l’eccessiva magrezza che l’obesità possono interferire con il ciclo. 

Se l’amenorrea persiste per più di sei mesi, è necessario un controllo medico per escludere condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) che è molto comune si manifesti già in età adolescenziale. 

Quali esami fare in caso di amenorrea?

In genere, bisogna sempre fare riferimento alle indicazioni del ginecologo oppure a quelle del proprio medico curante. 

In generale possiamo dire che tra i principali esami da fare in caso di amenorrea ci sono: esami del sangue generali e specifici per la valutazione dei livelli ormonali come: estrogeni, progesterone, LH, FSH, prolattina, TSH. 

Inoltre, sono consigliati anche esami come: 

  • Ecografia pelvica: per verificare la presenza di cisti ovariche, fibromi o altre anomalie.
  • Risonanza magnetica: se si sospettano problemi a livello ipofisario.
  • Esame fisico: per escludere anomalie anatomiche.

Questi esami in genere vengono svolti dal ginecologo, sia in sede privata sia nelle cliniche private o negli ospedali pubblici. 

Quando preoccuparsi delle perdite marroni?

Le perdite marroni possono essere normali in alcuni casi, ad esempio all’inizio o alla fine del ciclo. Tuttavia, è bene preoccuparsi quando la situazione si presenta persistente o ricorrente in quanto potrebbero indicare: infezioni, polipi oppure endometriosi. 

Se queste perdite fossero associate al dolore oppure al cattivo odore, allora potrebbe essere un segno d’infezione o d’infiammazione. Infine, potrebbe essere un sintomo di patologie serie come, ad esempio, la iperplasia endometriale. 

L’importanza della visita ginecologica

In presenza di una o più delle problematiche sopra descritte, è fondamentale consultare un ginecologo per una diagnosi accurata e un trattamento mirato. 

In caso, di necessità è possibile prenotare una visita ginecologica Roma presso uno studio medico specializzato in ginecologia e diagnosi prenatale, come il CIMED a Roma, con un gruppo di esperti pronti a prendersi cura della tua salute femminile.

Oltre che per il ciclo mestruale è molto importante prevenire e fare visite costanti dalla ginecologa per evitare anche eventuali anomalie o per fare eventuali interventi in caso di problematiche non solo legate al ciclo mestruale.  

Redazione BenessereMag

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