BiPAP: un sistema avanzato di ventilazione non invasiva
Il termine BiPAP indica una tipologia di ventilazione non invasiva. BiPAP sta per Bilevel Positive Airway Pressureovvero pressione positiva delle vie aeree a due livelli.
La ventilazione non invasiva, spesso indicata con l’acronimo NIV, è una metodica di fondamentale importanza nella gestione di numerose condizioni respiratorie. Grazie a essa, in moltissimi casi, si è in grado di fornire un efficace supporto respiratorio senza dover ricorrere all’intubazione endotracheale, una metodica efficace, ma invasiva e gravata da maggiori complicanze.
Il termine Bilevel è quello che descrive la peculiarità della BiPAP, ovvero la possibilità di impostare due livelli di pressione, uno per l’inspirazione (IPAP) e uno per l’espirazione (EPAP).
Un dispositivo Bilevel è composto da un circuito, un ventilatore polmonare, un umidificatore e una maschera nasale o facciale oppure un boccaglio. Una volta messo in funzione, l’aria pressurizzata arriva alle vie aeree del paziente.
La BiPAP è utilizzata sia in ambito ospedaliero che in ambito domiciliare.
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BiPAP: la differenza con la CPAP
Una tipologia di ventilazione non invasiva più nota della BiPAP è la CPAP (Continuous Positive Airway Pressure, pressione positiva continua delle vie aeree). Le due metodiche hanno caratteristiche e indicazioni simili, tuttavia non mancano le distinzioni. La principale differenza risiede comunque nel fatto che i dispositivi CPAP, visivamente simili a quelli BiPAP, forniscono sempre una pressione costante durante il ciclo respiratorio, mentre quelli BiPAP, come detto, possono essere impostati su due livelli.
La CPAP è per lo più utilizzata nel trattamento della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), dove l’obiettivo è soprattutto quello di mantenere pervie le vie aeree superiori che nel paziente con OSAS tendono a collassare.
La BiPAP è più facilmente adattabile alla respirazione del paziente, dal momento che si può modulare l’emissione dell’aria su due livelli, uno per l’inspirazione e uno per l’espirazione; il supporto respiratorio è quindi maggiormente personalizzato.
Quali sono le principali indicazioni per la BiPAP?
Sono numerosi i disturbi che traggono giovamento dal ricorso al supporto respiratorio con dispositivi Bilevel.
Uno degli utilizzi più comuni è nelle OSAS; la BiPAP è infatti la principale alternativa alla CPAP quando questa non è ben tollerata dal paziente affetto da sindrome delle apnee ostruttive del sonno.
Altre condizioni in cui si ricorre alla terapia Bilevel è la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’insufficienza respiratoria correlata all’obesità, le patologie neuromuscolari (SLA, distrofia muscolare, sclerosi multipla ecc.), l’uso cronico di oppioidi, l’insufficienza cardiaca congestizia, l’ictus ecc.
Quali sono le controindicazioni?
Vi sono alcune circostanze in cui il ricorso alla ventilazione non invasiva è controindicato come per esempio l’epistassi (sanguinamento dal naso), il vomito, pazienti non collaboranti, agitati e confusi, pneumotorace non drenato, instabilità emodinamica, aritmie cardiache severe, secrezioni bronchiali importanti, anormalità anatomiche facciali, trauma cranio-facciale recente ecc.
I principali effetti collaterali
Il trattamento con dispositivi BiPAP è di norma ben tollerato e di norma i pazienti si adattano facilmente alle maschere oronasali o facciali, tuttavia è possibile che si manifestino alcuni effetti collaterali.
Fra i due più comuni si ricordano in particolare la secchezza delle fauci e quella nasale; per prevenire questi fastidiosi inconvenienti si ricorre di norma a un umidificatore.
Sono possibili anche irritazioni cutanee a causa della pressione della maschera e fuoriuscita di secrezioni liquide dal naso (rinorrea).

