Infezione da SARS-CoV-2 in pazienti allergici e asmatici: quali sono i rischi?

Infezione da SARS-CoV-2 in pazienti allergici e asmatici: quali sono i rischi?

Durante la pandemia da COVID-19, l’attenzione si è spesso focalizzata sui rischi connessi all’infezione da SARS-CoV-2 in pazienti allergici e asmatici. Un recente studio presentato durante il meeting annuale dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI) ha finalmente fatto chiarezza. 

Le allergie respiratorie rappresentano la forma più diffusa di allergie in Europa e nel mondo; la rinite allergica (con o senza congiuntivite) colpisce il 60% della popolazione europea, mentre si stima che l’asma allergico colpisca il 5%-12% della popolazione europea. Inoltre, la diffusione delle malattie allergiche, in forte crescita a causa del cambiamento climatico, non è più limitata a stagioni o ambienti specifici, ma interessa un numero sempre crescente di soggetti.

Un’ampia percentuale della popolazione riferisce sintomi stagionali legati ai pollini; l’allergia ai pollini o pollinosi è caratterizzata prevalentemente da lacrimazione, congestione nasale, starnuti, tosse e asma con ricorrenza stagionale. L’asma, invece, è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, caratterizzata dall’ostruzione dei bronchi (broncospasmo), che ostacola il passaggio dell’aria. Gran parte dei casi di asma è causata dalla presenza di un’allergia, per cui si parla di asma allergica. A innescare la crisi asmatica sono gli allergeni, sostanze innocue, che nei soggetti precedentemente sensibilizzati, scatenano una reazione anomala ed eccessiva del sistema immunitario.

Durante la pandemia, è stato raccomandato ai pazienti allergici e asmatici, sia bambini che adulti, di non interrompere la terapia prescritta dal medico. Tuttavia, gli esperti hanno focalizzato la loro attenzione sui rischi connessi all’infezione da SARS-CoV-2 in soggetti allergici. Infatti si è inizialmente ipotizzato un peggioramento della sintomatologia nelle persone allergiche, a causa del coinvolgimento del sistema immunitario in entrambe le patologie.

Come può reagire il sistema immunitario all’infezione SARS-CoV-2?

Quando l’organismo viene invaso da un virus, un batterio o una tossina il sistema immunitario può rispondere in maniera esagerata, reagendo con una “tempesta di citochine”, una risposta eccessiva del sistema immunitario e potenzialmente fatale. In condizioni normali, il rilascio delle citochine permette di fronteggiare l’infezione e una volta debellato il patogeno, il sistema immunitario torna nelle condizioni di riposo. Una delle complicazioni più severe dell’infezione da SARS-CoV-2 è proprio la “tempesta di citochine”; l’elevato rilascio di citochine è in grado di danneggiare in modo irreversibile gli organi e scatenare la sindrome da distress respiratorio acuto o ARDS.

I soggetti che soffrono di allergie ai pollini e asma sono più a rischio?

Un recente studio presentato durante il meeting annuale dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI) ha dimostrato che i soggetti allergici non rischiano di sviluppare una sintomatologia più grave dell’infezione da SARS-CoV-2. Il professor Dylan Timberlake, coordinatore dello studio, ha riportato come non siano emersi rischi maggiori per pazienti allergici e positivi all’infezione da SARS-CoV-2. L’analisi delle cartelle cliniche di 275 pazienti ospedalizzati non ha evidenziato una sintomatologia ingravescente dei pazienti allergici rispetto ai soggetti non allergici. I fattori utilizzati per determinare la gravità della malattia includevano:

  • il ricovero in terapia intensiva;
  • la durata del ricovero;
  • il fabbisogno di ossigeno supplementare;
  • il tasso di intubazione

Lo studio ha anche rilevato come un numero più elevato di pazienti con allergie soffrisse di BPCO (39% vs. 17%); la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è un noto fattore di rischio per forme gravi di COVID-19. Dopo aver controllato statisticamente la presenza di BPCO e la sua associazione con una forma severa di infezione, i ricercatori hanno evidenziato una possibile protezione in pazienti con malattia allergica preesistente ma non asma. Ulteriori studi sono in corso per valutarne l’effetto “protettivo”.

Approfondimenti:

COVID-19 e BPCO

Foto di copertina di Engin Akyurt da Pexels

Anna Fortunato

Formazione scientifica e passione per la divulgazione. “Somewhere, something incredible is waiting to be known.”
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