Quando portare i bambini dal dentista
La salute dei denti è importante: può sembrare una frase scontata e persino banale ma non lo è, qualcosa che vale sia nell’età adulta come in quella dell’infanzia.
Questo perché lo sviluppo dei denti da latte influenza infatti il benessere immediato dei più piccoli così come la dentatura definitiva. Fondamentale rivolgersi a dei professionisti specializzati in odontoiatria pediatrica, come quelli che si possono trovare sul sito di sorrisigarantiti.it, in grado di offrire percorsi personalizzati per la prevenzione e la cura dei denti.
Ma quando è necessario portare i bambini dal dentista? Ne parliamo in questo articolo in cui proviamo a rispondere alle domande che immancabilmente si pongono i neo-genitori.
Indice dei contenuti
Quando fare il primo controllo?
Partiamo dalla base, ovvero dal periodo in cui compaiono nel neonato i primi dentini. Tale condizione subentra intorno al 6°-8° mese. La sostituzione con i denti permanenti avviene invece circa ai 6 anni, durante il periodo delle scuole elementari.
Entrambe le situazioni sono fonte potenziale di stress, specialmente la prima: non a caso diversi bambini si trovano a manifestare il proprio disagio piangendo o manifestando un po’ di nervosismo.
Fatta questa premessa, il momento migliore per portare il bambino per la prima volta da un dentista pediatrico – che presenta non solo una conoscenza più approfondita in relazione all’età ma anche rispetto alle migliori modalità di interazione – è intorno ai 3-massimo 4 anni. Questo salvo la comparsa di problematiche di altro tipo come traumi, carie e disagi varia natura.
Nulla vieta di andare dallo specialista anche prima, in quanto una corretta igiene orale andrebbe affrontata insieme alla comparsa dei denti da latte e dopo ogni pasto, non diversamente da quanto accade per gli adulti.
Se inizialmente tale compito spetta ai genitori, intorno ai 3 anni il piccolo di casa comincia a diventare autonomo. È qui che il confronto con un dentista qualificato tende a rivelarsi fondamentale, così da renderlo più consapevole dell’importanza di una corretta igiene orale e sviluppare un rapporto di fiducia che risulterà proficuo in caso di necessità.
Bambini piccoli e carie: l’importanza della prevenzione
L’alimentazione dei più piccoli è in genere maggiormente ricca di zuccheri. Ciò presenta una controindicazione per i denti, ovvero la tendenza più frequente a sviluppare carie che risultano tanto fastidiose quanto dolorose. La loro comparsa è sovente alquanto precoce, andando in profondità e richiedendo interventi che spesso appaiono invasivi.
Tutte situazioni che risultano facilmente evitabili. In che modo? Attraverso l’adozione di controlli regolari all’incirca ogni 4-massimo 6 mesi. Ciò consente da un lato di “limitare i danni”, intervenendo per tempo; dall’altro di confrontarsi con lo specialista per l’adozione delle pratiche di igiene orale.
Imparare a lavare i denti in maniera adeguata è da considerarsi come una vera e propria pratica salvavita. Si tratta dello strumento più efficace per preservare la salute del cavo orale.
Se pensiamo a quante persone hanno paura del dentista, tale stato d’animo andrebbe esercitato in maniera proficua. In che modo? Stimolando l’adozione di comportamenti virtuosi che permettono generalmente di evitare l’utilizzo di tecniche “antipatiche” di natura odontoiatrica, limitandole allo stretto necessario.
Non solo carie: altre problematiche a cui prestare attenzione
La carie è certamente il disturbo più comune e frequente del cavo orale, ma non è l’unico. La salute di questa parte del corpo influisce infatti su quella di altre aree come la colonna vertebrale, l’apparato digerente e persino quello uditivo.
Lo conferma la stretta correlazione tra orecchio e articolazione temporomandibolare. Parliamo di zone anatomiche tra loro vicine e perciò correlate.
Da non sottovalutare sotto questo punto di vista i disturbi di malocclusione, i quali provocano facilmente la comparsa di otiti medie e persino esterne, a fronte di uno slittamento mandibolare.
Parliamo di problematiche di natura prettamente meccanica e che, se non risolte, continueranno a esserci, necessitando tra l’altro dell’assunzione di antibiotici nonché farmaci di altro tipo.
La relazione medico-paziente nell’odontoiatria pediatrica
Lo abbiamo già accennato ma c’è un aspetto che nell’odontoiatria pediatrica risulta decisivo e parimenti importante rispetto a quello prettamente tecnico: la comunicazione, che dovrà essere approntata a misura dei più piccoli.
Nulla di diverso di quanto accade con il pediatra di base, comunque, pur considerando la delicatezza e l’elevata specializzazione di questo ramo della medicina. Lo specialista, inoltre, dovrà essere capace di rapportarsi in maniera adeguata anche con i genitori, sviluppando un legame di profonda fiducia con tutto il nucleo familiare.

