Medicina, moda e resilienza: intervista a Gelsomina Palladino
Nata l’8 agosto 1988 a Battipaglia, in una data che sembra quasi evocare un destino particolare, la dr.ssa Gelsomina Palladino ha vissuto un percorso ricco e inatteso: dall’infanzia trascorsa a Quadrivio di Campagna in un contesto familiare colto e protetto, agli studi universitari che l’hanno portata a conseguire la laurea in Medicina e Chirurgia alla Sapienza di Roma, fino alla realizzazione – anche se per un periodo limitato – del sogno di sfilare come modella professionista.

Negli ultimi anni la dott.ssa Palladino e suo marito Giulio Portolan hanno affrontato insieme momenti molto impegnativi sul piano personale, che hanno contribuito a rafforzare il loro legame e la loro resilienza. Di recente, la sua storia è stata raccontata anche da Interiorissimi in un’intervista pubblicata online: “Gelsomina Palladino, la bellezza del coraggio tra medicina, fashion e vocazione alla vita“.
Abbiamo dunque intervistato la dott.ssa Palladino, ponendole alcune domande sul proprio percorso di modella alle quali ha risposto riportando la sua esperienza come un cammino che l’ha arricchita sia dal punto di vista umano che professionale.

Indice dei contenuti
- – Negli ultimi tre anni, prima della tua scelta di dedicarti alla famiglia, hai lavorato intensamente nel mondo della moda. Qual è stato l’inizio concreto di questa avventura?
- – Quali sono stati i primi ostacoli?
- – C’è un episodio di quei tre anni che ricordi con particolare emozione?
- – Qual è stata la sfida più grande a livello personale?
- – E la conquista più grande?
- – Guardandoti indietro, cosa diresti alla “Gelsomina” che si iscriveva alla sua prima agenzia?
- – Se dovessi descrivere quei tre anni con tre parole?
- – E ora, cosa porti con te da quell’esperienza?
– Negli ultimi tre anni, prima della tua scelta di dedicarti alla famiglia, hai lavorato intensamente nel mondo della moda. Qual è stato l’inizio concreto di questa avventura?
Ho intrapreso la carriera di modella nel luglio 2020. Ho iniziato a cercare le varie agenzie di moda, da quelle più vicine a me fino a quelle più note di Milano, capitale della moda. Le prime agenzie che mi hanno risposto, oltre ad un paio della mia zona con cui ho realizzato servizi fotografici e sfilate, sono state la Mood Management di Milano e la BSA Agency di Bari. Poi, a Roma, mi sono iscritta all’Identity Booking & Management, alla New Faces & Stars e alla M.B. Model Management.
In tutte ho frequentato anche il corso di moda e portamento, seguito dalla realizzazione del book (tranne che alla New Faces & Stars, da cui mi sono licenziata prima, dopo aver completato il corso con la prova pratica finale).
Un lavoro svolto con la M.B. Model Management è stato pubblicato sulla rivista The Portrait.
Successivamente ho collaborato autonomamente con vari fotografi, e alcuni servizi sono stati pubblicati su diverse riviste di moda, ad esempio Mausa Lifestyle.
Ho inoltre rilasciato un’intervista al noto quotidiano SudOnLine, ancora leggibile in rete.

– Quali sono stati i primi ostacoli?
Sicuramente è stato un ostacolo vivere in una città lontana dal mondo della moda, provenendo io da un piccolo paese in provincia di Salerno.
Ho dovuto comunicare ai miei genitori la decisione di interrompere a metà il corso di medicina generale, intrapreso dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, per dedicarmi alla carriera di modella: una scelta che non si aspettavano. Questo anche perché, quando avevo quindici anni, mia madre, vedendomi molto bella, mi chiedeva se volessi fare la modella, ma io rispondevo sempre di no (anche se era un sogno che coltivavo fin dai tre anni).
L’ostacolo maggiore è stato poi la mia non indipendenza economica, avendo lasciato il lavoro di medico che avevo svolto per un anno.
Altri ostacoli sono stati la mia età, già considerata avanzata (avevo 32 anni), e la mia altezza di soli 1,57 m (con misure 83-57-83 e peso di 40 kg), piuttosto bassa per avere successo nel mondo della moda. È proprio per questo motivo che, già all’età di 12-15 anni, avevo deciso di non intraprendere quel percorso.
– C’è un episodio di quei tre anni che ricordi con particolare emozione?
Uno dei momenti più emozionanti è stato entrare in contatto con fotografi collegati alla più importante agenzia di moda italiana, l’Elite di Milano, pur non avendo io l’altezza canonica per essere accettata normalmente. Mi assicurarono che collaboravano anche con modelle non particolarmente alte come me.
– Qual è stata la sfida più grande a livello personale?
Cercare di lavorare con la stessa serietà e professionalità delle modelle più affermate, nonostante la mia altezza.

– E la conquista più grande?
La pubblicazione dei miei lavori su riviste di moda… Oltre, naturalmente, all’incontro con mio marito, conosciuto sul più importante portale di moda italiano, dove ero iscritta come modella.
– Guardandoti indietro, cosa diresti alla “Gelsomina” che si iscriveva alla sua prima agenzia?
Di rifare tutto esattamente come ha fatto.
– Se dovessi descrivere quei tre anni con tre parole?
Coraggio
Bellezza
Amore

– E ora, cosa porti con te da quell’esperienza?
Sicuramente porto con me un ricordo positivo, legato ai momenti più belli della mia vita, sia in ambito lavorativo che personale.
Inoltre, avendo conosciuto in quel periodo l’uomo della mia vita, che ho successivamente sposato e che è diventato padre di mia figlia Mina, devo alla moda tutta la mia vita attuale, così come l’ho sempre desiderata.
Ringraziamo la dott.ssa Palladino per aver condiviso con noi la sua storia, che ci insegna come anche i percorsi più inattesi possano condurre a una bellezza più profonda: quella della vita vissuta con coraggio e amore.

