Caccia Selvaggia: ONG soddisfatte: ritirati gli emendamenti dal decreto Legge Agricoltura

Caccia Selvaggia: ONG soddisfatte: ritirati gli emendamenti  dal decreto Legge Agricoltura

Le associazioni animaliste italiane, tra cui Anpana, Cabs, Enpa, Gaia Animali e Ambiente, Lac, Lav, Leal, Leidaa, Legambiente, Lipu-Birdlife Italia, Lndc Animal Protection, Oipa, Federazione Nazionale Pro Natura, Rete dei Santuari di Animali Liberi e Wwf Italia, hanno espresso “grande soddisfazione per il ritiro della quasi totalità degli emendamenti ‘caccia selvaggia’” deciso dalla Commissione Agricoltura del Senato.

La situazione precedente

Gli emendamenti proposti avrebbero permesso una revisione delle regolamentazioni venatorie, inclusa la possibilità di sparare agli uccelli in migrazione sui valichi montani, l’uso di richiami vivi e la limitazione del diritto dei cittadini e delle associazioni di presentare ricorsi contro i calendari venatori illegittimi. Secondo le associazioni ambientaliste, tali misure avrebbero portato a un indebolimento significativo delle protezioni legali per la fauna selvatica, violando le normative europee e la Costituzione italiana.

caccia selvaggia

Il contesto normativo

L’Italia è vincolata da una serie di normative europee e nazionali che mirano alla protezione della biodiversità e alla gestione sostenibile delle risorse naturali. L’articolo 9 della Costituzione italiana afferma che “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Questo include la protezione dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi. Gli emendamenti sulla “caccia selvaggia” avrebbero violato questi principi fondamentali, minacciando gli sforzi di conservazione e gestione sostenibile della fauna selvatica.

Le dichiarazioni delle Associazioni

Le associazioni hanno dichiarato che il ritiro delle misure conferma la loro denuncia riguardo alla palese violazione delle norme costituzionali ed europee che sarebbe stata causata dall’approvazione degli emendamenti. Hanno anche criticato l’influenza dell’estremismo nelle principali associazioni venatorie, che allontana posizioni più moderate.

Le associazioni ambientaliste intendono ora fermare la proposta di legge “sparatutto” ancora in discussione alla Camera dei deputati e i calendari venatori 2024/25, che presentano evidenti illegittimità in molti casi.

La Critica delle Misure Proposte

Tra le misure più contestate dagli ambientalisti vi era la possibilità di cacciare in città, parchi e riserve naturali, in particolare i cinghiali. La proposta di modificare l’art. 19 della legge 157/1992, eliminando il principio della priorità dei “metodi ecologici”, avrebbe permesso l’abbattimento degli animali senza tentare prima soluzioni non letali. Questa proposta è stata fortemente criticata non solo dalle associazioni ambientaliste, ma anche dalle principali società scientifiche nazionali, che hanno evidenziato l’inconsistenza tecnico-scientifica del provvedimento e la mancanza di consultazione con esperti, ricercatori e tecnici.

Il ruolo delle società scientifiche

Le principali società scientifiche nazionali hanno giocato un ruolo cruciale nel contestare gli emendamenti. In un documento congiunto, hanno sottolineato l’importanza di basare la gestione della fauna selvatica su evidenze scientifiche e non su decisioni politiche non informate. Hanno inoltre evidenziato come le proposte avrebbero potuto danneggiare gravemente gli ecosistemi e la biodiversità.

Il futuro della regolamentazione venatoria

Il prossimo obiettivo delle associazioni ambientaliste è fermare la proposta di legge “sparatutto” ancora in discussione alla Camera dei Deputati e monitorare attentamente i calendari venatori 2024/25 che le Regioni stanno pubblicando. Le associazioni continueranno a vigilare affinché le normative sulla caccia rispettino gli standard europei e costituzionali e proteggano adeguatamente la fauna selvatica.

Il ritiro degli emendamenti sulla “caccia selvaggia” rappresenta dunque una vittoria significativa per la protezione dell’ambiente e della biodiversità in Italia. Questo risultato evidenzia l’importanza di una gestione faunistica basata su evidenze scientifiche e il ruolo cruciale delle associazioni ambientaliste nel promuovere politiche sostenibili. Continuare a monitorare e contestare le proposte che minacciano la fauna selvatica sarà fondamentale per garantire un futuro sostenibile e rispettoso degli ecosistemi naturali.

Fonte: ANSA

Redazione BenessereMag

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