Perché viaggiare fa bene a corpo e mente

Perché viaggiare fa bene a corpo e mente

L’uomo è nomade per natura. Lo confermano la nostra evoluzione e la nostra struttura cerebrale, muscolare e ossea.
È inoltre costantemente spinto dalla conoscenza e questo porta a spostarsi, a muoversi e a scoprire cose nuove. L’obiettivo è essere più consapevoli del mondo che abitiamo, imparare a rispettarlo e accrescere il sapere.

Con il turismo di massa il movimento e la conoscenza sono possibili per tutti e questo ha portato anche alla nascita di diverse nicchie di viaggiatori.  A rendere infatti il viaggio un’esperienza indimenticabile non è tanto la destinazione, ma la motivazione e in questo entrano in gioco altre componenti che ci permettono di dare benefici a corpo e mente, perché avere uno scopo nel viaggio nutre tutte le parti di noi e ci rende ancora più pronti al cambiamento, una parte inevitabile del nostro cammino terreno.
Vediamo, dunque, perché viaggiare fa bene a corpo e mente e quali sono i benefici.

Viaggiare abbassa i livelli di stress

Viaggiare permette di spostare l’attenzione su pensieri positivi, lasciando indietro i problemi e le situazioni che generano tensione, negatività e tristezza.

Quando si viaggia ci si concentra su ciò che sta accadendo e si dialoga in maniera più diretta con il proprio io e con il gusto del gioco che avevamo da bambini. Da soli o in compagnia, viaggiare permette di recuperare l’equilibrio tra corpo e mente regalando una sensazione di libertà utile a ritrovare le energie e la motivazione quando si rientra. Per viaggiare senza stress, oltre a una pianificazione delle attività senza orari rigidi o troppe esperienze faticose, il consiglio è di attivare un’assicurazione sanitaria che copre anche in caso di viaggio in paesi con differenti norme rispetto all’Italia. È fondamentale per assicurarsi l’assistenza sanitaria in caso di bisogno ed evitare costi esagerati per le cure.

Viaggiare aumenta la capacità di problem solving

Il viaggio porta inevitabilmente a vivere situazioni inaspettate, anche se si studia prima la meta, le abitudini e come muoversi. Ed è questo un aspetto molto bello, perché essere lontani dai luoghi abituali attiva la creatività e l’immaginazione e permette di sviluppare capacità risolutive in ogni circostanza. Lo conferma uno studio dell’Università dell’Indiana, che ha chiesto ai partecipanti di elencare mezzi diversi di trasporto pensando di essere in Grecia. Ciò ha attivato un meccanismo cognitivo che ha permesso di trovare soluzioni coerenti con il contesto. E ciò è derivato proprio dalla capacità di vivere il viaggio come occasione di sperimentazione e di recupero di ricordi relativi a situazioni distanti dalla realtà.

Viaggiare aiuta a sviluppare l’intelligenza emotiva

Viaggiare con consapevolezza aumenta le nostre capacità di osservazione e ci permette di accogliere diverse emozioni in base al contesto. In questo modo, riusciamo a entrare in contatto con le nostre emozioni primarie e a sentirci più vicini all’altro. Ciò ha un impatto positivo nella gestione dei conflitti e nella creazione di rapporti basati su interazioni sani e accettazione del diverso.

Viaggiare senza viaggiare

Il viaggio non è collegato direttamente a una partenza reale. Si possono avere i benefici del viaggio anche attraverso una passeggiata. Secondo gli studi infatti camminare aiuta a pensare e ci fa stare meglio fisicamente. Il vantaggio deriva dal fatto che camminando, in particolare in zone lontane dal traffico e immerse nella natura, si attiva una nuova capacità di osservazione e si riescono a trovare soluzioni nuove a questioni aperte o risoluzioni a problemi e preoccupazioni.

 

Redazione Benessere

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