Volontaria ai tempi del Covid-19: Stella Bellini pronta a testare il vaccino

Volontaria ai tempi del Covid-19:  Stella Bellini pronta a testare il vaccino

L’autunno è ormai iniziato, ma la stagione Covid-19 è tutt’altro che finita. Mai come in questi giorni l’aumento dei contagi e la paura di una possibile seconda ondata, hanno messo in luce un’unica certezza: per sconfiggere il virus serve il vaccino. Il mondo intero è alla ricerca dell’arma vincente e l’Italia tifa per GRAd-COV2, il vaccino anti-Covid, ideato, prodotto e brevettato dall’azienda biotecnologica “ReiThera”. 

Il vaccino è in corso di sperimentazione presso l’Istituto “Spallanzani” di Roma, il Policlinico “G.B. Rossi” di Verona e gli Ospedali di Piacenza e Cremona. È proprio in quest’ultima città che la 43enne Stella Bellini, architetto e consigliere comunale nella stessa Cremona, ha deciso di candidarsi come volontaria nella sperimentazione del vaccino. Una scelta umana e politica che la Bellini vive come una manifestazione della sua estrazione radicale, ma soprattutto come una lotta personale contro il dolore che il Covid ha portato alla sua comunità.

La mia è una lotta corpo a corpo contro il virus, di stampo sicuramente radicale, ma l’unico modo per evitare che tutto ciò che abbiamo vissuto si ripeta. Io ci sono.

Parole che mostrano la resilienza non solo di una donna ma di un’intera comunità, di un intero Paese. L’abbiamo intervistata.

Foto del profilo Facebook di Stella Bellini
Foto del profilo Facebook di Stella Bellini

Chi era Stella Bellini prima dell’emergenza Covid-19?

Stella Bellini era più o meno la stessa persona, mi dedicavo all’attività politica, svolgevo la professione di architetto e naturalmente avevo i miei interessi, come la musica, la letteratura ecc. Poi il lockdown ci ha messo di fronte ad una tragedia senza precedenti. La provincia di Cremona è stata la provincia italiana con il più alto tasso di contagiosità in proporzione agli abitanti. Sono morte tantissime persone.

Come l’ha cambiata quest’esperienza?

Tutti siamo stati colpiti più o meno da vicino; io ho perso uno zio, un carissimo amico e molti conoscenti, anche giovani e vicini alla mia età.  Nonostante questo, non mi sono chiusa in me stessa e, per quanto mi fosse possibile, ho cercato di aiutare le persone che soffrivano o che erano sole in casa. Ho provato a diffondere un senso di controllo e di calma alle persone che si rivolgevano a me, sia in veste di politico che di persona di fiducia. Si è fatto il possibile per dare almeno una parola di conforto a chi ne avesse bisogno; infatti si sviluppato molto volontariato, io stessa sono diventata volontario temporaneo nella Croce Rossa e ora sto facendo il corso per diventare volontario effettivo.

Da volontaria nella Croce Rossa a volontaria del vaccino anti-Covid. Cosa l’ha spinta a prendere questa decisione?

Dopo aver vissuto l’emergenza sia come cittadina che come rappresentate politica di estrazione radicale, ho scelto di fare del mio corpo un mezzo per lottare contro il virus. In tal senso il mio è un gesto pubblico, perché mi sono sentita in dovere di fare qualcosa per la mia comunità, affinché tutto ciò non si ripeta, ma è soprattutto un gesto privato e  frutto di tanta sofferenza.  Non sono scelte che si prendono a cuor leggero, ma ho fiducia nella scienza e nella scrupolosità dei protocolli sperimentali.

Come si diventa volontario? Come si è candidata?

In realtà è molto facile candidarsi, io ho fatto semplicemente una telefonata all’ospedale di Cremona e ho palesato la mia candidatura. Seguirà un controllo più approfondito del mio stato di salute, ma sono sana e rientro nel cluster richiesto dai 18 ai 55 anni.

Quando le verrà somministrata la prima dose e quali sono i possibili eventi avversi?

L’inizio della sperimentazione a Cremona era previsto per l’autunno; l’autunno astronomico è appena partito e quindi aspetto di essere contattata. Il vaccino ha superato i test preclinici e ha evidenziato un buon profilo di sicurezza, ma potrebbero esserci reazioni allergiche.

Come ha reagito allo stop alla sperimentazione del vaccino AstraZeneca-Oxford Univerity -ripresa pochi giorni fa- per una sospetta reazione avversa?

Una notizia del genere ovviamente non fa piacere, ma una percentuale di rischio c’è sempre. Ho letto diversi articoli sulla presunta infiammazione al midollo spinale e ho ascoltato molti pareri. Sembra che l’infiammazione fosse già in atto e pregressa alla somministrazione del vaccino. Bisogna, però, sottolineare che i volontari sono posti  sotto stretta osservazione e, nel caso in cui si verificasse una reazione avversa, si è assisti e curati adeguatamente dallo staff medico. La paura comunque c’è.

Lei ha dichiaro di avere fiducia nella scienza. In questo periodo storico cosa rappresenta per lei la scienza?

Per me la scienza rappresenta un progresso inimmaginabile della possibilità di vita e di cura. Siamo la prima generazione nella storia dell’umanità a condurre delle vite con accesso a cure pervasive e potentissime, che permettono al nostro corpo di vivere molto a lungo. La scienza nella ricerca sanitaria e chimico-farmacologica ci ha permesso di compiere passi in avanti inimmaginabili.

Cosa direbbe ai No Vax?

Direi loro di andare a vedere i tassi di mortalità infantile dei bambini che non venivano vaccinati ottanta o cent’anni fa. In generale mi sembra che criticare la scienza e la scienza farmaceutica sia autolesionistico e controproducente, pensiamo solo ai vantaggi della penicillina e alle vite che conduciamo grazie alle diverse cure.

È ormai chiaro che l’unico modo per fermare il virus, oltre all’uso della mascherina, al distanziamento sociale e alla disinfezione delle mani, sia trovare un vaccino. Non so se come individui, come comunità e come Stato abbiamo la forza per affrontare una seconda ondata. Ma per trovare un vaccino serve qualche umano -il peggio l’hanno subito le cavie da laboratorio- che si assuma il rischio e sia pronto a correrlo per il bene degli altri.  Io sono sana, non ho particolari ipocondrie sui vaccini e sono pronta a testare il vaccino.

Come Stella Bellini, altre donne e altri uomini hanno deciso di candidarsi come volontari nella sperimentazione del vaccino anti-Covid. Per qualcuno potrebbero non essere eroi, ma con il loro coraggio ci spingono a resistere in questa lotta contro il virus, assumendo comportamenti responsabili per il bene comune.

Lotta comune contro il Covid-19
Operatore sanitario che invita a lottare insieme. Foto di Gerd Altmann da Pixabay.

Foto di copertina di Gerd Altmann da Pixabay

Anna Fortunato

Formazione scientifica e passione per la divulgazione. “Somewhere, something incredible is waiting to be known.”
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